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autostima

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Ciao!

Sapevi che in palestra è meglio leggere alcuni tipi di riviste piuttosto che altre?

Mi piace svegliarmi e, prima di iniziare a lavorare, fare unbreve risveglio muscolare in palestra, tapis roulant e qualche esercizio.

Alla mattina poi ci scappa la chiacchera con qualcuno e spesso ci sono quelli che sulla cyclette leggono le riviste o ascoltano l’ipod.

In molte palestre ci sono infatti giornali e riviste disponibili per i cienti(dove vado io ci sono sempre i giornali gratuiti come Leggo, Metro etc..) e alcune riviste che parlano di fitness, specialmente in prossimità del “Festival del fitness“.

Per alcuni leggere in palestra può essere un modo per rompere la monotonia degli esercizi..

Attento alla rivista però!

Ann Gertz Garwin, dell’Università di Scienze Motorie del Wisconsin, ha fatto una ricerca su 70 persone chiedendo di fare mezz’ora di cyclette leggendo una rivista a scelta tra:

– “Oxygen“(rivista specilizzata di fitness);
– “National Geographic“;
– “Oprah“(una rivista femminile molto diffusa negli Stati Uniti).

Dopo la cyclette i volontari sono stati sottoposti ad una batteria di test;

Chi aveva letto “Oxygen” si era confrotato con i modelli di perfezione fisica nelle foto del giornale e nei test risultavano maggiormente ansiosi, di cattivo umore e depressi rispetto al gruppo che aveva scelto le altre due riviste.

La mia opinione da 2cents:

  • attenzione a credere ciecamente ai tests, sono utili per “standardizzare” delle osservazioni cliniche, li usiamo per dare un carattere scientifico al nostro a lavoro, ma molto spesso, anche se nessuno te lo dirà, misurano quello che vogliono dimostrare;
  • leggere e parlare in palestra è la parte più divertente della “vita da palestra”!
Molte persone credono che la palestra sia un “luogo di sofferenza” dove un istruttore sadico ti fa pentire a suon di esercizi di aver fatto fuori l’ultima fetta di torta che era rimasta in frigorifero, invece alla mattina io vedo sempre più signore dai sessant’anni in su che si muovono, si divertono ,e chiaccherano, magari leggendo il giornale.

Tante persone che vengono da me(specialmente tra Marzo e Aprile;-) perchè vogliono che utilizzi l‘ipnosi per farle dimagrire , scoprono che è più facile dimagrire quando al fianco di un lavoro ipnotico sull’immagine di sé, si inizia ad andare a fare “quattro chiacchere” in palestra alternate ad un un pò di tais roulant..

Ciao
Manuel

 

Ciao,

da anni partecipo a corsi on-line e off-line che mi permettono di approfondire gli argomenti che più mi piacciono, tra cui quello delle problematiche legate ad una scarsa autostima.

Anche se sono uno psicologo e per lavoro utilizzo l’ipnosi ericksoniana e neo-ericksoniana, la P.N.L., la Terapia Strategica, la Solution-Oriented, l’e.f.t. etc. continuo ad essere uno studente e quindi mi piace studiare e provare su di me tutto quello che ha a che fare con la mia passione che poi ho avuto la fortuna di trasformare nel mio lavoro..

A volte però bisogna stare molto attenti..

Alcune persone senza alcun titolo millantano di essere psicologi e tramite diverse metodiche creano dei gruppi dove l’obiettivo dichiarato sembra essere quello di rendere le persone libere dai propri condizionamenti, aiutarle a sviluppare la propria indipendenza ed aumentarne la fiducia in se stessi.

Di solito la formula è quella del gruppo di aiuto o del corso di formazione in comunicazione o autostima.

In breve l’adepto il più delle volte ignaro dei meccanismi di persuasione e di “lavaggio del cervello” inizia a staccarsi dai propri familiari,amici e parenti, perdere denaro richiesto per dei “livelli successivi” di improbabili corsi di formazione , e vive quasi solo in funzione del gruppo e del volere del “maestro”.

Se stai vivendo una situazione simile a questa il punto di riferimento per avere un aiuto è http://www.cesap.net/ Centro Abusi Psicologici.

Guarda il video preso da striscia:

Ciao Manuel

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Ciao!

Vi riporto una ricerca che sostiene uno dei principi base utilizzati in Terapia breve

Ciao!
Vi riporto una ricerca che sostiene uno dei capisaldi della terapia breve.
Quando infatti siamo in ansia per qualcosa, il parlarne ad altri ha in se effetti paradossalmente negativi; all’inizio ci sembra che passi, d’altronde parlando con gli altri ci sfoghiamo, in realtà passa solo per qualche istante per poi ritornare più forte e così per abbassarla siamo obbligati a riparlarne, creando un circolo vizioso che si ripete e si autoalimenta..

A chi è successo sa cosa significa esserci sfogati e sentire l’ansia che ritorna ancora più prepotentemente, parlarne insomma contribuisce a rendere il “fantasma che ci perseguita” sempre più reale..
Ciao
Manuel

RISCHIO ANSIA SE CI SI LAMENTA TROPPO CON AMICHE

ROMA

– Parlare, per ore e ore, al telefono, a scuola, giorno e notte, con l’amica del cuore: un copione comune a molte adolescenti, ma che potrebbe avere, a sorpresa, pesanti effetti collaterali.

Secondo una ricerca dell’Università del Missouri, pubblicata sulla rivista ‘Development psichology’, le ragazze che parlano sempre dei loro problemi e preoccupazioni con gli amici sono più ansiose e depresse dei loro coetanei maschi. I ricercatori, guidati da Amanda Rose, hanno scoperto che le ragazze che ‘ruminano’, per così dire, più dei ragazzi, sono maggiormente soggette a questi disturbi. “Quando le teen ager parlano tra di loro – spiega Rose – spendono così tanta energia nel soffermarsi su problemi e preoccupazioni, che finiscono col sentirsi tristi e senza speranza, perché si trovano sempre di fronte ai loro problemi. Sintomi della depressione“.

Quanto all’ansia, il parlare continuamente le fa sentire più preoccupate dei problemi e delle loro conseguenze. “Tutto ciò può portarle – continua – a soffrire di depressione e ansia perché spendono in quest’attività tanto tempo, che invece potrebbe essere impiegato in attività più positive e che senz’altro riuscirebbero a distrarle. Cosa vera soprattutto per le ragazze che non riescono a tenere sotto controllo le cose”. Il lato positivo di questi rapporti così intensi, dice la psicologa, è che si “sviluppano amicizie molto forti.

Tuttavia, nei maschi che fanno lo stesso non abbiamo riscontrato ansia e depressione.

In generale parlare dei propri problemi è legato ad uno stato di benessere. Ma non se fatto in eccesso”. Moderazione dunque. “Gli adolescenti – conclude la ricercatrice – devono essere incoraggiati a praticare altre attività, come lo sport, che li aiutino a distogliere l’attenzione dai problemi”.

RIMANETE CONNESSI